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Manutenzione Straordinaria

La manutenzione straordinaria comprende lavori importanti su parti strutturali o impiantistiche di un edificio, come rifare il tetto, modificare impianti o suddividere gli spazi interni. Richiede permessi specifici (CILA o SCIA) e può dare diritto a bonus fiscali. Non consente di aumentare la volumetria o cambiare la destinazione d’uso. Prima di iniziare, è obbligatorio informarsi sulle normative e ottenere le autorizzazioni dal Comune.

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La manutenzione straordinaria identifica tutti quegli interventi che modificano o migliorano in modo significativo una casa o un edificio, andando oltre le semplici riparazioni di routine. Si tratta di lavori che coinvolgono parti strutturali, impianti o elementi fondamentali dell’immobile. Questi interventi sono regolati dalla legge e richiedono permessi specifici, come la CILA o la SCIA, a seconda della complessità. La manutenzione straordinaria può dare accesso a bonus fiscali, ma non consente di aumentare la volumetria dell’edificio o di cambiarne la destinazione d’uso in modo rilevante.

Manutenzione Straordinaria Cos'è, cosa significa

La manutenzione straordinaria, secondo la normativa italiana, comprende tutte le opere e le modifiche che vanno oltre la semplice conservazione dell’immobile. Si tratta di interventi che migliorano, rinnovano o sostituiscono parti essenziali dell’edificio senza alterarne la struttura complessiva o la destinazione d’uso principale.

Quali lavori rientrano nella manutenzione straordinaria?

Gli interventi di manutenzione straordinaria includono:

  • Costruzione di nuovi muri interni per suddividere gli spazi abitativi senza modificare la volumetria complessiva.
  • Rifacimento o sostituzione degli impianti idraulici, elettrici o di riscaldamento, anche con tecnologie più efficienti.
  • Rifacimento del tetto, sia per motivi di sicurezza sia per migliorare l’isolamento termico.
  • Installazione di ascensori o nuove scale interne per migliorare l’accessibilità.
  • Sostituzione di finestre o porte, se comporta modifiche alla facciata dell’edificio.
  • Realizzazione di nuovi bagni o ristrutturazione completa di quelli esistenti.
  • Interventi per migliorare l’efficienza energetica, come l’installazione del cappotto termico o di pannelli solari.

Questi lavori sono finalizzati a migliorare la funzionalità, la sicurezza e il comfort dell’immobile, senza modificarne la struttura portante o la destinazione d’uso.

Cosa non è considerato manutenzione straordinaria?

Non rientrano nella manutenzione straordinaria:

  • L’aumento della superficie o della volumetria dell’edificio, come l’ampliamento di una stanza o la costruzione di nuovi piani.
  • Il cambio di destinazione d’uso rilevante, ad esempio trasformare un’abitazione in un negozio o in un ufficio.
  • Gli interventi di manutenzione ordinaria, come tinteggiare le pareti, sostituire pavimenti o cambiare una lampadina.

Queste attività sono soggette a regole e permessi diversi, spesso più restrittivi.

Permessi necessari per la manutenzione straordinaria

Per eseguire lavori di manutenzione straordinaria è obbligatorio ottenere specifici permessi dal Comune:

  • CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata): richiesta per interventi meno complessi, come la modifica di tramezzi interni o la ristrutturazione di impianti senza alterare la struttura portante.
  • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): necessaria per lavori più rilevanti, come il rifacimento del tetto o la modifica di elementi strutturali non portanti.

Svolgere lavori senza i permessi previsti comporta sanzioni amministrative, l’obbligo di ripristinare lo stato precedente e, nei casi più gravi, la demolizione delle opere realizzate senza autorizzazione.

Bonus fiscali e agevolazioni

Gli interventi di manutenzione straordinaria possono beneficiare di incentivi fiscali, come il bonus ristrutturazione, che consente di detrarre una parte delle spese sostenute dalle tasse. Questi bonus sono previsti solo per lavori su edifici esistenti e non per la costruzione di nuove abitazioni. Gli incentivi possono variare nel tempo e sono soggetti a specifici requisiti tecnici e documentali.

Differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria

  • Manutenzione ordinaria: comprende piccoli lavori di riparazione, sostituzione o conservazione, come tinteggiare, sostituire sanitari o riparare impianti senza modificarli.
  • Manutenzione straordinaria: riguarda interventi più complessi che modificano o migliorano parti strutturali o impiantistiche dell’edificio, senza alterarne la volumetria o la destinazione d’uso.

Cosa dice la legge e la giurisprudenza

La normativa italiana, in particolare il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001), definisce con precisione quali interventi sono considerati manutenzione straordinaria. La giurisprudenza distingue tra lavori interni, come la suddivisione di stanze, che spesso non richiedono demolizioni in caso di errori formali, e interventi più rilevanti che possono comportare sanzioni più gravi.

Ricorda: Prima di iniziare qualsiasi lavoro di manutenzione straordinaria, è fondamentale informarsi presso il Comune, verificare la normativa vigente e ottenere i permessi necessari.

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